ISCHIA: MARE DA SOGNO PER UNA SALUTE DI FERRO


Ischia, per la sua divina bellezza era nota già dal tempo dei greci e dei romani. Nel’600 vi dimorò il grande Caravaggio, invaghitosi di una bella isolana: ma chi la lanciò scoprendone le potenzialità turistiche fu negli anni ‘ 50 l’editore milanese Angelo Rizzoli. Già nel 1948, l’autore Truman Capote soggiornò in un albergo di Forio, scrivendo un articolo sulla sua vacanza che venne pubblicato da Random House. Un’altra personalità che ha legato il proprio nome a Ischia è il regista cinematografico Luchino Visconti.

Al di là del lato mondano, così importante per un’isola in cui convergono i più bei nomi del jet set internazionale, Ischia è caratterizzata da un mare splendido, da magnifiche spiagge, da una vegetazione rigogliosa profumata da tutte le essenze del mediterraneo, dall’incredibile ricchezza di acque termali: con i suoi 29 bacini termali e 67 fumarole, Ischia – di natura vulcanica – è l’isola delle terme: lo straordinario numero di sorgenti (ben 103) alimenta gli stabilimenti e i parchi termali nonché i centri benessere che arricchiscono l’offerta turistica già di per sé ricca di una fortunata collocazione geografica che assicura all’isola condizioni climatiche ideali per una vacanza in qualsiasi periodo dell’anno. Le acque di Ischia sono particolarmente consigliate per disturbi respiratori, all’apparato scheletrico, malattie dermatologiche e ginecologiche.

Vietato annoiarsi – A Ischia è impossibile annoiarsi. La cittadina omonima di Ischia ne è il capoluogo: ha Nov.tifdue nuclei, l’uno – Ischia Ponte – legato all’isolotto del castello, cui è collegato dal ponte aragonese fatto costruire nel 1438, l’altro – Ischia Porto – affacciato sul porticciolo realizzato da Ferdinando II nel 1854. Ma è proprio il castello aragonese il monumento più importante della città: è ad Alfonso V d’Aragona (lo stesso del ponte..) che si deve la sua ricostruzione e la fortificazione delle mura per difendere la popolazione dalle incursioni dei pirati. Vi si accede attraverso un comodo ascensore oppure da un tunnel scavato nella roccia. Una scalinata porta sulla sommità dell’isolotto: è un ottimo punto panoramico.

Storia e natura si compenetrano – Con al centro il monte Epomeo, alto 788 m e sulle cui pendici si coltiva la vite che offre lo squisito vino omonimo, l’isola offre scorci assolutamente incantevoli. A pochi km, Casamicciola Terme è uno dei centri termali principali dell’isola. Ad appena 2 km si trova quindi Lacco Ameno: è rinomata per le sue spiagge e per il museo di Villa Arbusto in cui si conserva la famosa coppa di Nestore, di origine greca. Forio è invece il comune più esteso dell’isola: ai piedi del Torrione, una delle tante torri d’avvistamento della costa (ha subìto nei secoli diverse invasioni saracene), merita una passeggiata lungo le viuzze tra palazzi nobiliari, chiese ricche di storia, atelier d’artisti e botteghe artigiane. E sul promontorio del Soccorso si trova l’omonima chiesetta: originale la facciata, bianca e adornata di preziose maioliche del ´700 raffiguranti scene della Passione del Cristo. Ecco poi Serrara, la più mondana, con le sue minuscole frazioni: da visitare la torre saracena di Testaccio, i mulini a vento di Montebarano, e anche le cantine scavate nel tufo per l’invecchiamento dei vini. E poi, sulla costa, la spiaggia di Maronti: un paesaggio arricchito dalle cave ma soprattutto dalle fumarole (la spiaggia in alcuni punti raggiunge temperature altissime con fuoriuscita di vapori). Infine, Barano d´Ischia con la bellisima e tranquilla spiaggia.

A tavola con tanta fantasia – La specialità è la pasta e fagioli con le cozze. Fondamentale, e chiaramente derivato dalla cucina popolare di un tempo, che tendeva ad evitare sprechi, è l’uso della pasta mischiata, cioè di vari tipi di pasta (penne, rigatoni, bucatini, fusilli). Sembrerà strano, ma tra i secondi piatti il più tradizionale piatto ischitano non è a base di pesce, bensì di coniglio, cotto nel vino con un sugo, a base di aglio, peperoncino e pomodoro. E non si può dimenticare il pesce all´acqua pazza. Si tratta di un piatto nato dalla fantasia ischitana: non tutti potevano permettersi piatti a base di pesce, e così i popolani meno abbienti al rientro dei pescatori chiedevano loro gli avanzi dell’esca rimasti attaccati agli ami. Ricevevano piccoli murzilli (avanzi, appunto) di alici o sarde che poi cuocevano in acqua con aglio, peperoncino e prezzemolo, una ricetta oggi riscoperta e riproposta sulle tavole dei ristoranti. Vini Doc: Biancolella, Forastera, Ischia Bianco, Ischia Rosso, Piedirosso (o Per’e Palummo).

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